1. Mia madre, oh mio Dio. 14 Febbraio 2017


    Data: 15/03/2019, Categorie: Incesti Autore: newParent, Fonte: EroticiRacconti

    : Ciao a tutti sono qui per raccontare la storia di noi due, la storia di un amore proibito. La storia di un rapporto d’incesto. Siamo una coppia madre e figlio. Lei Santa (solo di nome), cinquantaquattro anni, alta un metro e sessantaquattro, occhi verdi, una quarta di seno e nonostante l’età un corpo da favola. Io, Mattia, trentatré anni, alto un metro e ottantatrè, corpo nella norma. Sono sempre stato un’amante dell’incesto, ho sempre visto questa cosa come la forma di amore più puro, ho sempre letto racconti che ne parlano e discusso con persone che lo praticano, ma mai e poi mai avrei pensato di esserne un giorno il protagonista. Ormai e passato quasi un anno da quel giorno, ma lo ricordo come se fossi ieri. 14 Febbraio 2017 Mi svegliai come il solito all’ultimo momento, avrei dovuto presentarmi in ufficio da lì a mezz’ora. Mi lavai e vestii di corsa, non trovavo la mia cravatta preferita, mi ricordai che l’avevo prestata a mio padre il giorno prima e pensai che potesse essere in camera sua, la porta era chiusa ma vista l’ora tarda credevo di essere da solo in casa e non bussai, quello che si presentò davanti ai miei occhi fu fantastico, mia madre totalmente nuda sul letto che stava indossando dei collant di color carne, potetti vedere che non aveva indossato le mutande, il suo seno era fantastico. Quando mi vide, si pietrificò, poi dopo qualche istante mi disse: - Mattia dai non si bussa? - Mamma scusa, credevo di essere da solo in casa. - E cosa ci fai in camera mia, ...
     e poi cosa fai ancora qui ora? Su esci. Aspettami in cucina. Non risposi, chiusi la porta dietro di me e andai in cucina. La mia mente però era rimasta in quella stanza, pensavo a quella visione, e inizia a fantasticare che mia madre mi avesse invitato ad avvicinarmi a lei e mi avesse preso in bocca il cazzo. Continuavo a fantasticare a occhi chiusi quando sentii toccarmi con una mano sulla spalla, era lei. - Mattia cavolo si bussa prima di entrare. - Mamma scusa ma vista l’ora tarda credevo foste tutti in ufficio, perdonami. - Eh va beh non e successo nulla. Spero almeno tu abbia apprezzato. Rise. - Niente male. - Niente male? Tutto qua? Su dai cambiamo discorso che è meglio. Anzi finiamo di prepararci e andiamo in ufficio, e poiché sei qui, vengo in macchina con te. Annuii. Mamma era fantastica, come detto aveva indossato dei collant color carne, poi una gonna nera lungo fino al ginocchio e una camicetta bianca attillata che metteva in risalto il suo fantastico seno. Finimmo di vestirci, e salimmo in macchina. Durante il tragitto mamma ricevette una telefonata: - Pronto. Siamo quasi arrivati, perché qual è l’urgenza? Ok, ok, arriviamo. - Chi era? - Era papà, ci sono problemi in ufficio, ha bisogno di noi. Ci mancavano dieci minuti di macchina. Arrivammo in ufficio e mio padre ci chiamò subito. - Ci sono problemi con un cliente a Roma, dovrei andarci io ma non posso, domani arriveranno dei clienti cinesi ed io devo essere qui. Ho deciso che andrete voi. - Ok, quando dobbiamo ...
«1234»