1. La felicità


    Data: 18/03/2019, Categorie: Saffico Etero Cuckold Dominazione Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Beh, che dire? Mi ero sempre ritenuto un tipo fortunato, ma mai avevo lontanamente pensato di poterlo essere così tanto. Una modella, avevo scopato una modella, c’era una bellissima modella che dormiva nel mio letto. Un seno piccolo, quasi assente, e un culo incredibile dormivano nel mio letto, e le labbra! Perfette per un avvolgere un cazzo, effettivamente tutte le modelle che mi venivano in mente avevano labbra da perfette pompinare, sarà un canone estetico inconscio richiesto da noi uomini.Avevo sentito dire da alcuni amici che la maggior parte di loro erano ragazze facili, ma non ci avevo mai creduto, beh, ora potevo dire che era decisamente vero, ed erano anche molto generose, o almeno quella che mi ero scopato io lo era.Mi ero sempre chiesto cosa si poteva fare con una modella, ora, dopo ieri sera, ne ho un’idea. La mia mente vagava veloce mentre bevevo il mio bicchiere di spremuta d’arancia mattutina, mi restavano alcuni tarli e sempre più domande nascevano, in realtà la maggior parte, anzi tutte, erano decisamente molto idiote. Tipo, dove la porti a cena una che sembra, e con molta probabilità è, anoressica? La puoi portare a bere un drink? Se la porti ad una partita di basket come farà a gustarsela a pieno senza hot dog e cola? Mentre la mia mente s’inerpicava per simili pensieri, alzai gli occhi e vidi l’ora. Merda! Stavo per fare tardi a lavoro. Mi buttai sotto la doccia ammucchiando i vestiti da mettermi nel bagno e in men che non si dica ero lavato, rasato e ...
     pettinato. Non che servisse a molto con il mio lavoro, ma era un mio piccolo rito.Prima di uscire passai dalla ragazza e, so che non avrei dovuto ma andavo di fretta, cercai nella sua borsetta la patente, non provai nemmeno a mandare a memoria i dati, scattai direttamente una foto, rimisi tutto a posto e le lasciai un mazzo di chiavi con un biglietto. Scesi in strada e il freddo pungente della notte, sì, direi che era ancora troppo presto per poterla chiamare mattina, mi colpì.Non mi ero neanche buttato nel traffico con la mia moto che già avevo beccato il primo semaforo rosso, e la mia mente tornò a vagare su futili concetti. Non riuscivo a decidermi se gli orari del mio lavoro fossero un bene o un male. Da un lato mi garantivano scarse o nulle possibilità di incontrare ancora la ragazza con cui avevo tradito la mia fidanzata quindi poche o nulle erano le possibilità di essere beccato, dall’altro mi toglieva la possibilità di rivederla per un altro po’ di fantastico sesso. Il sesso con Angela, in reealà, era già ottimo, non avevo nulla di cui lamentarmi, quindi propesi per il bene. Peccato che nel tempo della riflessione il semaforo fosse diventato verde e tornato rosso, ora iniziavo a essere davvero in ritardo.«Buongiorno ragazzi»«Buongiorno, capo»«Ciao Vanessa» dissi scambiando un casto bacio sulla guancia con l’unica donna del gruppo. Trucco leggero intorno a quegli occhi color nocciola da cerbiatta, labbra rosso accesso e brillantino sopra le labbra, una visione quasi unica ...
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