1. Tempesta estiva


    Data: 19/03/2019, Categorie: Etero Cuckold Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    La pioggia incessante aveva impregnato ogni lembo dei miei vestiti, penetrando in essi e appropriandosene egoisticamente.I capelli, fradici, si erano attaccati alla fronte, al collo, e gocciolavano sulle mie mani, intente a coprire il viso mentre, seduta per terra, su un marciapiede qualunque, piangevo dirottamente.L'ombrello, appoggiato poco distante, ballava seguendo le carezze dure del vento, e amplificava il rumore delle gocce che, assieme a me, si fondevano con la Terra in una danza triste e malinconica.Le gocce che penetravano nel mio vestito scivolavano sulla pelle così come le mani di lui soltanto pochi momenti prima, veloci, decise, accendevano il fuoco della passione laddove lasciavano il suo tocco che tanto amavo.I baci fugaci sul collo, il mio ansimare che si faceva sempre più disinibito e indecente, riempiendo la piccola taverna illuminata da una sola minuscola finestrella.La penombra sembrava quasi nascondere il nostro atto di trasgressione al mondo, come una mezza tenda dietro al quale rifugiarsi ma che non offre protezione a quei sentimenti che non riuscivo a trattenere, nonostante il patto che io e lui avevamo stretto.“Niente amore, é una relazione di solo sesso.”Quelle parole riecheggiavano nella mia mente e non mi lasciavano tregua, così come i suoi movimenti sempre più veloci mentre iniziava l'ultima corsa prima del piacere.Ogni colpo era per me una coltellata, ogni tocco una sentinella messa lì a ricordarmi la linea che non potevo oltrepassare.Quello che ...
     vivevamo era per me una tempesta estiva: così intensa al punto da poter sradicare le fondamenta del mio essere più profondo, così fottutamente breve da non poter farglielo capire.Un disastro, una catastrofica bellezza travolgente, senza alcun futuro.Quel sentimento travolge una persona all'istante, annullando la ragione e spazzando via pensieri e programmi.Come potevo combattere contro la natura, come potevo resistere alla voglia di stargli vicino, nonostante tutto?Il vortice di passione mi travolgeva assieme alla consapevolezza di essere nient'altro che un mero oggetto nella sua mente, di essere un corpo senza nome, storia, memoria, eppure in quei minuti di idilliaca lussuria, riuscivo quasi a dimenticare la malinconia che pervadeva la nostra relazione mai esistita e mi lasciavo trasportare dal suo impeto e dalla sua voracità.Mentre lui si spostava velocemente da un seno all'altro, ora giocando col capezzolo, ora succhiandolo, io mi sentivo amata, voluta, persa nella corrente del mio sentimento di amore e quindi di abbandono totale al mio lui, al mio demone, che profanava ogni centimetro della mia pelle senza fermarsi un secondo, senza amore, senza sentimento.“Dopotutto questa situazione me la sono cercata” mi dicevo, cercando di convincermi che fosse tutto normale.Ma poi, arrivò il giorno.“Senti, questa era l'ultima volta.”Mi aveva colto così di sorpresa che non ero riuscita a rispondere.E poi, non ricordo nulla, se non la corsa disperata sotto la pioggia, mentre scappavo ...
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