1. Una pioggia d'estate


    Data: 01/04/2019, Categorie: Trans Autore: porcupine, Fonte: Annunci69

    La sera che arrivò a casa il cugino Gianni pioveva in maniera incredibile. Il giardinetto davanti casa era diventato una sorta di palude, e l'acqua scendeva giù ripida come un fiume impazzito. I miei lo aspettavano nel pomeriggio ma un ritardo del treno lo aveva fatto arrivare a casa ormai a sera inoltrata. Mio padre era andato a prenderlo alla stazione per accompagnarlo a casa. Il mare, che avevamo praticamente di fronte, urlava minaccioso tutta la sua rabbia scagliandosi con forza contro le scogliere. Tuoni e fulmini che s'alternavano creavano un ambiente niente male per essere estate. Finalmente sentimmo l'auto entrare nel cortile, le ruote stridere sul selciato le portiere aprirsi. ordini concitati da parte di mio padre e la porta aprirsi di scatto. Entrarono. Bagnati fradici. Gianni, mio padre ed un altro ragazzo che non avevamo mai visto. - ce l'abbiamo fatta disse il vecchio - allora, Gianni non è solo ha con lui un amico, Franco Il ragazzo si fece avanti e tese la mano davanti a mia madre che non perse tempo a stringerla - mi scusi per la mia presenza non calcolata ma Gianni ha insistito tanto - non c'è problema alcuno, anzi è un piacere ci dobbiamo solo sistemare per la notte -per me non c'è problema disse Franco, - mi adatto senza problemi I tre andarono in bagno ad asciugarsi alla bell'e meglio, dopo cenammo. Infine, ci disponemmo per la notte.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); ...
     Tutti sapevano, in famiglia, delle mie inclinazioni femminili mai esposte ma evidenti solo ai non vedenti. Ma ero un ragazzo e dovevo dormire con i ragazzi. Non poteva essere diversamente. Mia madre mi squadrò in qualche modo comprensiva. Così, noi tre ci accomodammo in un lettone matrimoniale della stanza degli ospiti. Insieme. Gianni doveva aver parlato di me al suo amico. Mi guardava strano. Indossavo dei pantaloncini corti ed una t-shirt, ero grandicello, ma esile e senza tanti peli sebbene lo sviluppo era completato. Amavo indossare slip femminili con tanti ricami e delicati al tatto, il reggiseno no, quello non potevo proprio troppo evidente anche se sentivo crescere in me prepotentemente la voglia di farlo mio. Quindi il primo problema era spogliarsi davanti ai due ragazzi evitando di mostrare lo slippino nero. Cercai di appartarmi in qualche modo mentre i due scherzavano e ridevano tra di loro. Poi mio cugino mi guardò e mi disse - dai vieni anche tu mi avvicinai e presero nel mezzo anche me. Erano ragazzoni più grandi di me di almeno sette anni. Muscolosi e potenti. Mi abbracciarono, sollevavano con una facilità irrisoria. Poi si stancarono e si gettarono su letto. Cosa che feci anche io. Tutti e tre, svegli ci mettemmo a raccontarci le storie. Poi mi addormentai. Mi svegliai in piena notte. Mi accorsi che non avevo indossato il pigiama, avevo ancora gli slippini. Poi mi resi conto che uno dei due ragazzi mi aveva buttato addosso il braccio impedendomi di muovermi senza ...
«1234»