1. Quando hai fatto sesso la prima volta? - Pagina 002 del Diario d'InusualMe -


    Data: 13/04/2019, Categorie: Incesti Autore: InusualMe, Fonte: EroticiRacconti

    Quando hai fatto sesso la prima volta? Una domanda banale questa, ma che a me ha sempre fatto pensare e riflettere sino al punto che, solitamente, rispondo: “Quando ho fatto sesso la prima volta, in che senso?” Normalmente pochi comprendono il significato di questa mia contro-domanda, e aggiungerei a ben ragione. Per i più il ‘fare sesso’ equivale all’atto in sé della penetrazione, quel momento cioè nel quale perdi la verginità maschile o femminile che sia; perché fare sesso è un atto fisico. Beh per me non è stato così e non so se sia stata una fortuna o meno, ma il mio approccio al sesso è stato lento, inizialmente inconsapevole, istintivo, casuale. Solo una volta scoperto realmente, è divenuto ricercato, voluto, conquistato, esplorato in ogni forma legittima. Ed è iniziato presto, molto prima dell’età media standard entro la quale un adolescente scopre i piaceri del ‘proibito’. E come spesso mi è capitato di sentire in questi anni, tutto è cominciato per caso e… tra le mura di casa. La mia storia inizia da qui, da questo mio primo ricordo di ‘sesso’. Ma non leggerete, in questo mio raccontarmi, la mia storia in ordine cronologico, salterò a raccontarvi ciò che mi è accaduto in questi anni, effettuando voli temporali pindarici, seguendo i ricordi e le immagini che andranno scorrendo nella mia mente, ma per iniziare a raccontare, trovo inevitabile iniziare dal principio, dal dove tutto accadde. Avevo poco più di undici anni e, vi assicuro, non sapevo nulla di cosa fossero ...
     il sesso, le donne. Avevo i miei amici e con loro studiavo e giocavo, facendo i giochi da maschi: calcio, figurine e qualche stupido scherzo, che oggi chiameremmo ‘bullismo’, verso chi consideravamo più ‘sfigato’. Ma niente ragazze. Niente pensieri peccaminosi, nulla che potesse presagire quello che mi sarebbe accaduto, da lì a poco. Proprio durante le festività natalizie di quell’anno di frequenza della prima media, mi ammalai di uno dei soliti mali di stagione che colpiscono i ragazzini e fui quindi costretto, mio malgrado, a dover rimanere in casa, nell’attesa della guarigione. I miei lavorano entrambi, quindi approfittando delle vacanze natalizie a vegliare sulla mia salute, mentre febbricitante ero a letto, lasciarono mia sorella, più grande di me di poco meno di cinque anni che, per colpa mia, fu così costretta anch’essa a rimanere in casa durante quelle mattinate e pomeriggi di vacanza. Io stavo nella mia camera, che la sera era anche la sua, a dormire, leggere i miei fumetti, guardare la tv e lamentarmi di ogni cosa, pur di avere una coccola. Lei invece, stava in sala, sul divano a guardare la tv e chiacchierare con le amiche al telefono fisso di casa, perché non esistevano ancora i cellulari al tempo, e a sua volta si lamentava ogni qualvolta sentiva un mio piagnucolio che la costringeva a venire a vedere, cosa di grave mi stesse accadendo. Fu così che, dopo l’ennesimo mio richiamo per futili motivi, mi disse che non sarebbe più venuta in camera, perché tanto io lo ...
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