1. io maturo , lei graziosa


    Data: 14/04/2019, Categorie: Etero Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sono un prete di 57 anni portati bene un po’ robusto ma penso che queste cose non siano importanti . Era finita l’estate e mi ritrovai ad insegnare per un periodo in un liceo scientifico in provincia per sostitutire un insegnante di religione.Le classi erano miste e la maggior parte erano femmine.Erano bellissime ed anche provocanti.Una di loro mi colpì in particolare ed anche lei si accorse delle mie attenzioni.I suoi vestiti erano sempre molto leggeri anche se fuori era freddo.I suoi modi erano garbati. La pelle chiara e gli occhi verdi ,capelli neri. Le gambe belle e magre come di solito sonoquelle delle ragazze giovani che ci tengono al loro aspetto fisico. Le proteggeva con delle calze color neutroo bianche. Il ventre piatto era evidenziatodalle ossa del bacino che reggevano la gonna. Non l’avevo mai vista in pantaloni.Il suo nome era Eleonora.Ormai ci vedevamo un paio di volte al mese da quando mi fece capire che aveva una forte attrazione per la mia persona e il modo di fare.Un giorno mi chiese delle spiegazioni sulla materia che insegnavo e mi disse anche che voleva andarevia dal paese perché lo riteneva molto chiuso socialmente, con regole ferree che non voleva accettare.Mi disse, anche, che aveva un ragazzo ma non sapeva come fare a vederlo perché lei molto giovane edera ‘sconveniente’ che stessero insieme.Mi toccò la mano destra ed io ebbi una scossa.Mi guardai in volto e la vidi imbarazzata.- vuoi vedere che questa fighetta è senza maschio? – mi dissi.- Io ...
     stasera devo restare in paese per una riunione a scuola. Ti va se ci vediamo più tardi?- si, è dopo le 6.30 di sera ma non al bar. Fatti trovare di fianco alla scuola. Al bar ci sono Maria e Antoniettaed anche se mi fido di loro non voglio che mi vedano con te.- ok, farò come tu vuoi.All’ora stabilita mi feci trovare e lei apparve ed in un attimo aprì la porta dell’auto e si sedette. La lucenaturale era ormai finita ed il buio era arrivato.Arrivò puntuale vestita con un cappotto nero che scendeva sotto le ginocchia, le scarpe avevano il mezzotacco e le gambe erano inguainate con calze nere. I capelli sciolti davano l’idea di una ragazza anonimasenza particolari segni che attirassero l’attenzione.- vai fuori del paese. Io mi inchino per non essere vista. Avvertimi quando siamo lontani.Si risollevò quando anche l’ultima casa era lontana.- perché ti sei comportata così? Di che cosa hai paura?- qui in paese tutti spettegolano su tutto, comprese le mie amiche più care. Loro hanno il loro maschio e perstare insieme ci troviamo al bar Centrale. Noi amiche facciamo barriera verso le altre persone. Nel frattempo,a turno, pomiciano e si fanno sgrillettare dai loro ragazzi.- per far scopare come fanno?- non l’hanno mai fatto, che io ne sappia, si fanno toccare la fighetta e poi a casa si fanno tanti di quei ditaliniche non ti dico.- tu come lo sai?- me lo dicono. Stanno facendo di tutto verso di me perché non ho un maschio, perché non mi facciotoccare, vogliono sapere di me cosa faccio e ...
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