1. Lo sziget, una tenda, Elena ed io


    Data: 04/03/2018, Categorie: Etero Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Elena, questo era il suo nome. Io mi trovavo in prima superiore quando lei fece il suo ingresso nel mio liceo. Raramente si trovano bellezze del genere. Media statura, sul metro e 65, corpo perfetto, nè magro nè grasso, ripeto, perfetto. Il suo culetto ovviamente aiutava il suo fisico ad essere quanto più vicino alla definizione di perfezione: sodo, alto, di quelli che quando vedi al mare ti giri insieme ai tuoi amici e iniziate a ridacchiare pensando a cosa gli fareste. Perfino il suo seno era qualcosa di magico, non era una tettona Elena, però la sua seconda abbondante le ha sempre permesso di fare la sua figura, e la cosa pazzesca avveniva nelle occasioni in cui decideva di non indossare il reggiseno. Restavano su, perfettamente immobili e sode. Non avete idea di che viaggi astrali io, così come tutti i maschietti della scuola, mi sia fatto guardando nella sua scollatura. Il pezzo forte però era il viso. Elena infatti aveva i capelli rossi, due splendidi e allo stesso tempo magnetici occhi verdi e diverse lentiggini, ma non di quelle troppo evidenti, a rendere il suo faccino a dir poco angelico. Fintanto che eravamo entrambi ancora al liceo, apparte sporadiche occasioni in cui riuscii a scambiarci qualche parola, non ebbi praticamente mai occasioni con lei, mi limitavo come tutto il resto della scuola a fantasticare su di lei. Dopotutto io avevo le mie relazioni, così come le aveva ovviamente lei, e come la vita insegna erano tutti dei gran coglioni con la c maiuscola. ...
     Dopo la maturità non ebbi quasi più occasione di rivederla, dato che frequentavamo giri totalmente diversi, e io comunque mi stavo per avviare verso il percorso universitario e lei invece aveva ancora due anni di liceo davanti a sè. Capitó però una sera che ci incrociammo alla festa di compleanno di una mia ex, che nel frattempo era diventata molto amica di Elena. Quindi decisi che avrei dovuto sfruttare l'occasione. Prima che lei arrivasse avevo bevuto abbastanza, per cui quando arrivó presi coraggio e feci per andarle incontro. Preso com'ero non mi accorsi che in mezzo a noi c'era un mio carissimo amico che non vedevo da tempo che ovviamente dovetti salutare, con piacere ma anche un po svogliatamente. Mi tenne a parlare diversi minuti, ma quando riuscii a liberarmi dalla conversazione mi girai nella direzione dove l'avevo vista l'ultima volta ma non la trovai.Cercai per tutto il locale ma nulla, non si trovava. Pensai allora che se ne fosse andata e sconsolato mi diressi verso il barman per chiedergli un Boulevardier. Mentre ero in attesa mi sentii chiamare alle spalle."Ei, anche tu qui?"Mi sembrava di riconoscere la voce ma non ricollegai finché non me la trovai di fronte. Era Elena che mi guardava con un sorriso stampato sulle labbra."Ciao Elena come stai? Comunque si, sono rimasto in buoni rapporti per fortuna con Marta e quando mi ha invitato sono venuto con piacere. Che bello vederti! Che combini?""Eh purtroppo quest'anno tocca anche a me la maturità, ho una paura... però ...
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