1. Un gioco insensato


    Data: 05/03/2018, Categorie: Gay / Bisex Sensazioni Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Io mi sveglio sopra un letto estraneo, sono assoggettato e gravato inevitabilmente dal caldo e dal peso, perché un altro corpo m’opprime addosso emanando calore e sudore, tenuto conto che dalla consistenza, dall’odore della pelle e dalla stazza so molto bene senz’aprire gli occhi, che non è quello d’una donna con cui ho scopato la sera prima. E’ tutt’altro cazzo: perché la sagoma è quella del buttafuori del locale, un quintale circa di muscoli buttati sul letto a peso morto, dato che il problema è che io me lo sono scopato lo stesso, considerato che non è la prima volta che accade, giacché con ieri sera fanno quattro, più un pompino nei bagni del locale all’interno del “Rodeo”, tengo inoltre a precisare. Mi chiedo pertanto quante volte bisogna fare sesso con un altro uomo, prima di ritenersi ufficialmente frocio a tutti gli effetti.Non so che cosa darei, per essere nel mio letto adesso senza il suo corpo addosso e il suo braccio robusto di traverso sul mio torace nudo, come se volesse impedirmi d’alzarmi e di scappare, giacché in fondo sono stato io stesso a iniziare senza sapere precisamente quello che stavo accidentalmente innescando, poiché lo stupro di gruppo è stata un’idea mia per punire questo figlio di puttana di tutto quello che ci ha fatto e ci fa ancora ulteriormente subire. Non doveva piacere a lui né a me, se non il minimo impellente e indispensabile per farmelo rizzare e infilarglielo dentro, perché io non lo ritenevo in nessuna maniera un individuo da godersela ...
     a tal punto un mondo, con il sedere e la bocca piena del mio cazzo. O meglio, un sospetto che gli piacesse più il cazzo della fica io lo avevo avuto da qualche tempo addietro, eppure non credevo neanch’io che per farsi inculare ci provasse tanta soddisfazione, in quanto la scarica di testosterone che mi ha dato per accorgermi che il cazzo gli piaceva m’ha testualmente lasciato sbalordito, eccome se gli piaceva, visto che questo presentimento non lo avevo inserito per nulla nel calcolo delle mie prerogative né avevo messo in conto che compierlo solamente una volta potesse lasciarmi la voglia di farlo di nuovo, però alla fine il nostro buttafuori pregava e scongiurava soltanto che io continuassi, che non perdessi tempo prezioso, sennonché in ultimo mi è rimasta realmente la cupidigia e la tentazione di proseguire.In questo modo, adesso infatti, quando mi dà degli ordini con quell’aria sprezzante e superiore, non so che cosa darei per dirgli in faccia che non prendo disposizioni né norme da una checca con il sedere sfondato dai cazzi dei suoi uomini, e per farlo mettere giù a quattro zampe come una cagna, slacciarmi i calzoni e fargli capire realmente chi è che comanda, visto che poi in realtà non so neppure quello, perché non lo devo certo obbligare, anzi, perché ieri sera al locale quando lui si è avvicinato barcollando mi ha beatamente detto:“Gino, portami a casa” - con la sua miglior cadenza da ubriaco, per il fatto che era ovvio che quello che cercava era una buona dose di ...
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