1. Villaggio di houer capitolo 1


    Data: 05/03/2018, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi, Fonte: Annunci69

    Villaggio di Houer - Germania 1925 Voi non potete neanche minimamente immaginare cosa possa significare nascere e vivere in un piccolo villaggio protestante del nord della Germania ed essere figli del Pastore della comunità. Credo di non avere mai ricevuto dal mio signor padre, il Pastore del villaggio, e dalla mia signora madre, la Pastoressa, nessun gesto di affettuosità, né una carezza né un bacio, nessun atto di comprensione o di consolazione, ma vi posso giurare che di ramanzine e di filippiche né ho fatto scorpacciate fin dalla più tenera età, quelle riservate a me, quelle per i miei fratelli e quelle per i miei compagni. Nel villaggio, noi bambini vivevamo nel costante timore che un nostro gesto, una nostra parola, un nostro comportamento insolito fosse percepito dagli adulti come il sintomo di un malessere che non avrebbero perso tempo a curare. Eravamo circondati da persone che si credevano investite dalla missione di essere i nostri educatori, le nostre guide e, soprattutto, coloro che ci avrebbero salvato dal male, ma che raggiungevano il solo scopo di farci vivere ossessionati dai sensi di colpa e dalla opprimente autoconvinzione di non essere all’altezza, di sbagliare sempre. Erano questi, il maestro, il dottore, il Pastore mio signor padre. Sarebbe bastato un voto stranamente più basso del solito, l’essere leggermente più tristi del solito o leggermente più allegri del solito, pettinarsi i capelli con la riga stranamente a destra invece che a sinistra, ...
     essere colti in un momento di sana solitudine o accompagnarsi troppe volte con lo stesso compagno a scatenare il dubbio nei nostri educatori di un’entità peccaminosa che si fosse insinuata nelle nostre menti per traviarle e condurle verso la perversione. Essi pensavano che fosse bene agire in tempo, preventivamente, ancor prima che le nostre deboli menti fossero inghiottite dalle fauci fameliche di uno dei sette peccati mortali, soprattutto la vanità e la lussuria, i piaceri della carne. Ogni nostro comportamento insolito, strano era considerato una intollerabile mancanza di rispetto verso i genitori, la famiglia, le istituzioni, la Bibbia e Dio in persona, la conseguenza di compagnie cattive dalle quali eravamo rimasti fatalmente influenzati e dalle quali dovevamo essere purificati. Così il maestro non mancava mai di elargire bacchettate sul palmo delle mani, il dottore di prescrivere disgustosi clisteri e il mio signor padre, il Pastore del villaggio, di impartire colpi di verga nel sedere non prima però di avere dato sfogo ad interminabili omelie dalle quali uscivamo pienamente convinti delle nostre colpe e della giustezza delle punizioni inflitteci. È vero che le vittime sono le prime persone a giustificare i propri carnefici. Avevo una paura inconsolabile del dolore fisico e la sola idea di ricevere bacchettate sulle mani o vergate nel sedere mi induceva a comportarmi sempre con molta circospezione in modo da non dare adito minimamente a cattive impressioni. Così fino ai ...
«1234»