1. La vendetta (l'orsetto)


    Data: 16/05/2018, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Cafardeux, Fonte: Annunci69

    Era da molto tempo che la mia storia con Massimo stava languendo. Ogni occasione era buona per gettarsi in faccia astio e recriminazioni. Eppure la nostra era una storia "parallela" più che ventennale. Sposati entrambi eravamo nel tempo stati in grado di tessere una vita talmente simbiotica da avere molto tempo da condividere. L'evento poi che rinforzò il nostro legame fu un'occasione fortuita e particolare che fece si che le nostre famiglie si conoscessero e si frequentassero. Conobbi Massimo poco più che trentenne. Era un ragazzo bellissimo. Occhi verdi, abbronzatissimo, 180 cm di altezza, 70 kg di peso, un gran culo sodo, stretto e peloso. L'estate in cui lo incontrai mai avrei pensato di percorrerci venti anni di vita insieme. Era un gran bocchinaro. Sapeva succhiare il cazzo in maniera appassionata e coinvolgente e conosceva come trascinarmi in più orgasmi vorticosi per poter assaporare la mia sborra di cui si professava grande estimatore. Il suo buco di culo stretto fasciava la mia minchia nelle lunghe înculate consumate nei posti più svariati e nel momento della sborrata era lui che, con le contrazioni anali, controllava il mio godimento. A lungo ho creduto alla sua fedeltà penalizzato dal fatto che durante la settimana lavoravo ad oltre 200 km dalla nostra città. Avevamo costruito un mondo parallelo fatto di amici gay e bisex con i quali vivevamo delle belle giornate di piena libertà e complicità e con i quali potevamo essere sempre i veri "noi stessi". Senonché, ... come in ogni gruppo, si crearono dinamiche di desiderio/gelosia tra i vari membri e arrivò ben presto il momento in cui Massimo pretese di allontanarmi da tutti quegli amici che, a sua detta, minavano il nostro rapporto. Per vendetta, alcune settimane dopo, mi incominciarono ad arrivare delle telefonate in cui mi si avvertiva che Massimo ora stava facendo un bocchino ad uno sconosciuto, ora lo stava prendendo in culo al porto da un tunisino e così via dicendo e tutte le telefonate seguenti mi rivelavano informazioni dello stesso tenore delle precedenti. Da Roma non mi restava che telefonare a Massimo per indagare un po' sulla sua condotta ma ad ogni mia domanda lui, con immensa falsità, mi diceva che era stato occupato ora con i figli, ora con la moglie, ora con il lavoro condendo ogni informazione con ricchi dettagli che rendevano il suo narrato ogni volta verosimile. Le telefonate anonime, anch'esse dettagliate e ricche di particolari, però continuavano a tempestare la mia mente, e così, chiedendo aiuto ad un amico, decisi di tendergli un tranello. Avendo scoperto che reclutava i suoi amanti, oltre che nei soliti "batuage", su un social di incontri riuscii a farlo contattare da una persona, cui promisi un compenso, che gli dette un appuntamento ad un'ora prestabilita di un giorno prestabilito della settimana in cui io normalmente avrei dovuto essere a lavoro nella Capitale. Quell'oasi naturale di palme e canne era notoriamente un punto di incontri gay, esibizionisti e scambio ...
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