1. Migliori amiche


    Data: 31/08/2017, Categorie: pulp, Autore: Maks, Fonte: EroticiRacconti

    Alessandra mi guardava incredula. L'entusiasmo sopraffatto da una sottile invidia le storceva il volto delicato in un sorriso ebete, mentre io, come una spogliarellista da lap dance, mi godevo quell'esemplare di maschio latino in un ballo più sconcio che musicale. Ebbra dei già troppi brindisi alla mia felicità consumati dall'aperitivo al dopocena, mi lasciavo afferrare, stringere, usare come una sgualdrina senza pudore, mentre il pubblico sotto il palco sbavava ai miei piedi, nella speranza, volutamente premiata, di sbirciare una volta ancora il mio perizoma nero sotto il vestitino grigio, corto, aderente, riluttante a tornare a posto con la stessa facilità con cui si attorcigliava verso l'alto seguendo i movimenti di danza che osavo, sempre più sconci, sempre più audace. Vaffanculo Ale, pensavi che non sarei stata in grado di divertirmi stanotte, solo perché hai dovuto trascinarmi controvoglia in questa stupida serata d'addio al nubilato? Cosa c'è, conoscendo come nessun altro al mondo le mie debolezze, la mia voluttà, la mia indole da troia, volevi sbattermi in faccia i piaceri della vita a cui pensi che rinuncerò una volta sposa? Oppure che ricordassi a me stessa che razza di donna sono? Tentativo triste e senza possibilità di riuscita. Sì cara, io domenica mi prendo Marco come legittimo sposo! E no, lui non tornerà indietro né ora né mai, sappiamo bene quanto abbia da perdere il belloccio e la vostra facoltosa famiglia! So quanto faccia male accettare la definitività di ... una sconfitta in una sfida che hai protratto per anni, ordendo contro di me, alle mie spalle, perversa nell'elevarmi quanto più possibile nell'amicizia, per vedermi cadere tanto più miseramente nella competizione. Ma con me non ha funzionato. Ho subito in silenzio il tuo doppio gioco, senza mai distogliere lo sguardo dall'obiettivo, lontano, brillante all'orizzonte. In fondo un forte, indistruttibile legame ci salderà per sempre in quest'odio e domenica tu sarai lì a suggellarlo, testimone, amica, sorellina sconfitta. Te la firmerai da sola la condanna all'ergastolo. E ora goditi la lingua che pubblicamente simulo di passare sugli addominali di questo pezzo d'uomo mentre, accosciata e indecente, risalgo verso il suo petto possente: quanto daresti per avere il fegato di scattarmi una foto ora per il tuo Marco! Di colpo mollo quel corpo da sballo, un balzo e torno da te, amica mia: "Uh, folle 'sto locale!". Ale freme, scesa io dal palco, sale la sua sete di emulazione; non una parola sulla mia performance da battona: "Te l'avevo detto che sarebbe stata una serata leggendaria! Vieni, andiamo al bar". Di nuovo. L'amicizia trionfa nell'alcol, accecata dal desiderio, ancora indefinito, all'apice della sua parabola. Abbracciate innamorate ci dirigiamo come in preda ad una crisi di astinenza verso il bar: "Hai visto che figo il tipo che mi ha tirata sul cubo?", Ale lascia cadere il discorso, non può permettersi di premiarmi. Sculetta e ammicca, ne vorrebbe anche lei di quella futile, ...
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