1. Palazzo Sofia: Causa ed affetto. Parte prima


    Data: 25/09/2018, Categorie: Saffico, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    ** Palazzo Sofia: Causa ed affetto parte prima ** Rimasi a lungo nei miei pensieri, mentre la radiosveglia continuava a trasmettere una maratona di vecchie canzoni. Non mi ero mai sentita attratta da un altra donna ma l'esperienza con Anna, mi aveva aperto, un nuovo mondo, ricco di nuove e sfiziose novità.Il mio corpo acerbo aveva conosciuto anche l'amore saffico e quella dolcezza e quella padronanza con cui solo noi donne riusciamo a destreggiarci. Sensazioni che da ora, consideravo essenziali per la mia vita. Dopo una doccia rigenerante, mi ritrovavo nuda davanti allo specchio ad ungermi il corpo per renderlo ancor più morbido ed invitante. Ma per chi lo stavo facendo? Il pisello di papi o generalmente il pisello dei miei amanti, non mi dispiaceva. L'essere posseduta e stretta da mani rudi e sgraziate mi facevano incendiare al solo pensiero. Ma Anna e le sue mani, la sua lingua...mio Dio. Il mio sesso bruciava, mentre il suo tesoro lentamente mi stava scendendo dalle cosce.Mi fissai allo specchio.I miei capezzoli si ergevano turgidi, mentre il mio corpo mi chiamava. Incominciai ad ungermi il seno, titillandomi i capezzoli. Ero fradicia.La pelle del mio corpo sussultava al solo tocco. Guarda che effetto mi stava facendo il solo pensare ad Anna.Iniziai ad accarezzarmi intimamente.Il mio clitoride svettava tra le labbra, avido di sensazioni.Iniziai a giocarci.Oh come gli piaceva. Stavo godendo, affogata tra i brividi del mio solitario trastullo.Iniziai a infilarci un dito, ma ... non mi bastava.Due dita.Sempre più veloce, sempre più veloce.Ma che fame, non era ancora sazia.Aprii gli occhi. Il flacone del deodorante poteva essere la soluzione.Lo brandii.Fradicia come ero entrò senza problemi, incominciai con un movimento sempre più veloce. La mia lingua correva tra le mie labbra. I capezzoli mi stavano per scoppiare. I miei occhi di nuovo chiusi mi portavano da Anna. Stavo per venire.“Anna... Guarda come mi hai ridotto... “ sussurraiUn rapido colpo, di lingua su un capezzolo mi fece sobbalzare.Sbarrai gli occhi.La mia mano si fermò.Agata mi stava di fianco.Non mi ero accorta del suo arrivo. La radio ne aveva coperto il rumore.“Spero che non ti sia dispiaciuto” mi disse abbassando lo sguardo.“Ma sei così bella, non ho resistito. Ti osservavo mentre ti stavi toccando...”Era sincera, il suo timore assomigliava a quello di un bambino colto in fragrante davanti al barattolo delle caramelle.“No Agata stai tranquilla..” Rimasi immobile con ancora il flacone parzialmente dentro di me. Non feci nemmeno per coprirmi.“Posso?” Mi chiese candidamente indicandolo con lo sguardo“Ma... Si..” Annuì senza nemmeno rendermi conto di quello che di li a poco sarebbe accaduto. Immobile come una statua.Agata si inginocchiò, estrasse il flacone ed incominciò a leccarlo, poi con dolcezza lo infilò di nuovo dentro di me. Il suo movimento cantilenava tra un movimento verticale e uno parzialmente rotatorio. La fissavo mentre lei era totalmente presa dal darmi piacere. Incominciò a ...
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