1. La mia ragazza sissy


    Data: 26/09/2018, Categorie: Trans, Autore: Estense84, Fonte: Annunci69

    Per quasi un anno, ho avuto una ragazza molto speciale... in mezzo alle gambe, madre natura le aveva dato un cazzetto di modeste dimensioni, che spesso non tirava. Era stupenda: una principessina con un culo da favola sempre bagnato, due occhi da cerbiatta, gambe liscie e piccole tettine, sottomessa e disposta ad ogni mio capriccio... Abbiamo convissuto. Lei voleva stare enfemme tutto il giorno e da me poteva farlo. In cambio, mi teneva pulita la casa e mi cucinava, mi custodiva. Al vitto provvedevo io, per entrambi. E' riuscita a tirare fuori tutto il mio lato dominatore, senza il minimo sforzo apparente... Ogni volta che tornavo a casa, lei era vestita sexy, su tacchi da brivido e mi guardava con questi occhioni dicendo "ciao, amore!". Il più delle volte non resistevo e la chiavavo lì dov'era: ai fornelli, contro la porta d'ingresso, sul tavolo della cucina. Era troppo invitante, era un invito a svuotarmi i coglioni, subito. Immediatamente. A volte le facevo male, nonostante fosse molto elastica, ma mi stringeva ancora più forte. Mi ha confessato che sono proprio quelle le volte che più l'hanno legata a me, che le fanno pulsare il culetto solo a pensarci... A volte però ero più paziente, e mi limitavo a metterla in ginocchio per il pompino di benvenuto... per poi portarmela a letto ed esplorarla con calma. La facevo sempre mettere a culo in su mentre mi preparavo, senza mutandine.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { ... googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Lei si teneva sempre la fighetta lubrificata (su mie precise istruzioni) e sentire il fresco sul suo buchetto durante l'attesa la eccitava da morire. Il suo cazzetto allora diventava davvero piccolo, un grazioso ornamento senza funzione intorno al suo tempio della femminilità. Alcuni giorni avevo voglia di soddisfarla: allora la legavo. La accarezzavo, le passavo una corda doppia intorno al collo mentre glielo baciavo, e giù verso le tette, intorno al petto... una sculacciata bella decisa, di quelle che si fanno capire... lei non se lo aspettava e gemeva fra le mie mani... piccola, fragile... femmina. Alternando schiaffi e carezze, graffiandola, baciandola, finivo il mio rituale: la legavo completamente, mani, petto, piedi. Era il mio oggetto, il mio buco. Una volta in mio potere, le alzavo il mento guardandola negli occhi... lei sospirava, impazzita di desiderio. A quel punto la baciavo, lingua su lingua, accarezzandola e dicendole quanto era stata brava, che era la mia troia, solo mia... Da immobilizzata, lei obbediva. Un bel pompino, prima di fotterla, era d'obbligo... la lasciavo fare, perlopiù. Era un'artista, una delle poche creature in grado di farmi venire con la bocca... e di gran lunga la più brava. Sapeva che doveva guardarmi, doveva sentirmi, doveva ascoltarmi: QUESTO è un Pompino. Negli altri casi, si tratta di un'egoistica succhiata di cazzo. Ma lei VIVEVA per il mio cazzo, lo venerava. Poi la prendevo da dietro, lei scomoda ma ansimante, ...
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