1. Sorella e fratello che bello 2°


    Data: 30/09/2018, Categorie: Saffico, Autore: Tara, Fonte: EroticiRacconti

    Un trio, il nostro, che aveva soddisfatto la tendenza sessuale di ognuno di noi singolarmente. Io non sono una lesbica, così come non lo è nemmeno mia sorella Anna, quantunque il nostro contatto saffico, mentre mio fratello Mauro mi rendeva donna in entrambi i sensi, era stato esaltante ed appagante sia per me che per lei, oltre ad esaltare l’eccitazione massima del maschio di famiglia, escludendo nostro padre. Dopo la rottura del mio velo e lo sfaldamento dell’elasticità dell’ano, Mio fratello aveva preteso di rendermi ancora più malleabile dietro. “ Se tu non pratichi sovente questo tipo di penetrazione, ti richiudi in modo critico e in seguito continuerai a sentire dolore perciò, mentre ci siamo lascia che io stabilizzi l’apertura già avvenuta consolidando le pareti interne del tuo culetto …! ”, mi propose Mauro, incredibilmente già in tensione dura anche se aveva sbrodato dentro di me tutto il seme possibile ed immaginabile da non più di dieci minuti. “ Non voglio! Fa un male bestia il tuo …”, mi rifiutai, chiedendo aiuto con lo sguardo a mia sorella Anna, che invece di parlare in mio favore, si avvicinò ad un cassetto del comò ed estrasse un flacone di pomata, tipo la vasellina. “ Ha ragione Mauro. Non devi attendere, altrimenti, si richiude e non troverai mai più il coraggio di prenderlo dietro. Ora, spalmo un po’ di questa crema sul cazzo di Mauro, così vedrai che scivolerà dentro in un modo così semplice che non te ne accorgerai nemmeno”, mi rassicurò Anna, iniziando ... a spalmare una dose corposa di quell’unguento sul membro di mio fratello, che da tosto, divenne acciaio temperato, nel gustare le calde mani di mia sorella accarezzargli il rinato augello. Finito con lui, ritornò da me, mi fece poi chinare a novanta gradi, si riempì due dita di pomata, l’indice ed il medio, e me l’infilò nel forellino ancora dolente del mio dietro. “ Tu dici che così non sentirò male? ”,domandai a mia sorella, conservando la stessa posizione in cui mi aveva inserito la vasellina. “ Un pochino, è ovvio …, ma sopportabile. “ E tu come fai a saperlo? ”, le chiesi, stupidamente. “ Perché l’ho provato prima di te, tesoro. E colui che mi ha sfondata qui dietro, aveva una trivella che era quasi il doppio di questa di tuo fratello ”, confessò, socchiudendo gli occhi come se il ricordo fosse più delizioso che doloroso. Mentre mi consultavo con Anna, Mauro si era avvicinato ai miei glutei, aveva inserito anche lui due dita spalmate con la vasellina, affermando che era molto meglio abbondare, poi, senza attesa, con entrambe le mani, mi separò i glutei e si inserì dentro di me, senza tanti complimenti, giungendo subito, eccessivamente scivoloso, al fondo del mio retto dandomi la sensazione di avere dentro un piccolo nascituro. Il suo irruente su e giù in me e lo sfregamento del suo pene sulle pareti laterali del mio ano, m’infondeva sensazioni diverse. Oltre al dolore, non più così insopportabile, in certi momenti, avvertivo persino nascere briciole di piacere che via, ...
«123»