1. Gocce


    Data: 03/10/2018, Categorie: Etero, Autoerotismo, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Distesa nel letto, prona, si teneva il viso con le mani, i gomiti affondati nel materasso, tra lenzuola stropicciate e cuscini sparsi, reduci, come lei, da ore di amplesso. I seni generosi lievemente compressi dietro le braccia a puntellarle il viso facevano capolino come a voler sottolineare la loro rotondità, quasi come le labbra di una bocca carnosa facevano eco, polpose curve che suscitavano desideri.Le palpebre chiuse, la mente assorta in chissà che pensieri. Sui capelli neri, riluceva una particella di piacere, sorella sperduta delle altre che le imperlavano la schiena.Un arabesco di brillanti segni, marchio del piacere di lui che l'aveva posseduta. L'aveva presa e avuta a sua discrezione, era affondato in lei con passione e intensità, sentiva ancora la sensazione dei muscoli intimi della donna stringersi attorno alla sua asta, nell'istintiva ricerca del piacere.Come quelli del suo sedere sodo, che tormentati giocosamente con un dito chiedevano di violarlo, di trarre piacere nel sentirsi presa cosi. Era bastato un cenno, quando lei non sospirava altro, e subito aveva avuto del lubrificante tra le mani, e lavorava per far implorare anche la sua stretta cavità.Rimaneva così, violata e bellissima, la schiena imperlata della sua corposa venuta, a sentire i rumori della città dalla finestra aperta, sia per il caldo della serata, sia per lasciar uscire l'odore del loro amplesso.Il profumo del loro sesso.A guardarla cosi, nera di capelli e d'animo, pallida di incarnato e ... bianca di sperma, il ragazzo ebbe un'altra erezione. Lei sorrise, senza guardarlo, a occhi chiusi."già pronto? Che carino..."Non disse altro. Si portò un dito alla bocca carnosa, lucida di saliva, schiudendo le morbide labbra e indicando ove lui potesse prendere dell'altro piacere.Non se lo fece ripetere.In pochi secondi il membro turgido di lui affondava con decisi risucchi nella bocca di lei, tenendone il viso.Le impose il suo ritmo, ma poi si lasciò cadere le mani sui fianchi.Come un pesce all'amo lei rimaneva adesa, muovendo il capo secondo una sua personalissima danza. Si lasciò mangiare da lei, sdraiata con la schiena all'aria, le braccia incrociate sul letto dinanzi al petto generoso.Gocce di piacere rilucevano sul suo corpo. La desiderava tantissimo, e lei lo lasciò sulla corda per tutto il tempo che le parve necessario.Rimase con il naso nel suo inguine risucchiando prepotentemente come da una cannuccia un drink gustoso e desiderato per la sete, per poi sfilare il membro e andarne alla ricerca solo con le labbra, con la lingua.Mani bandite. Come un animale, come un serpente che si avvolga attorno al cibo muovendosi per tenere, prendere, ingoiare il cibo a lungo atteso.Era sempre più famelica e lui non seppe resistere quando, con vigorosi cenni dal capo si schiaffeggiò da sola sulle guance.Le prese i capelli corvini in una grossa ciocca e cominciò a prenderle la gola. Voleva solo avere piacere.Si scopò la bocca di lei per minuti e minuti interi, come un oggetto. Si sfilò ...
«12»