1. Il frutto della sposa


    Data: 04/10/2018, Categorie: Prime esperienze, Autore: patriflore, Fonte: Annunci69

    -Voglio che sia tu il primo. La gamba dondolava su in alto, pendendo come un frutto dal ramo. Era una gamba liscia e abbronzata, che sembrava nascere dalle fronde verde scuro del salice. Uno strano frutto, mi dissi, oppure non è che l'attraente, colorato pistillo del fiore che se ne sta più in alto, attaccato a quel ramo. Magari è una pianta carnivora e ne verrò divorato, oppure è davvero un frutto succoso, di cui devo ancora scoprire la parte più grossa e succosa. Ma il frutto parlava, ed io, sdraiato sul prato e con la schiena appoggiata al salice, ascoltavo rapito. - Capisci? Non mi farei mai toccare da un altro, se prima non lo avrai fatto tu. Voglio che sia tu a scoparmi, come ho sempre desiderato, tu che conosci ogni cosa di me. Voglio averti dentro, voglio sentirlo tutto il tuo coso, mentre mi penetri. Mi spostai leggermente per contemplare il mio frutto parlante. Allora scorsi l'altra gamba, e poi risalendo su la bianca gonna. Ancora un leggero spostamento in avanti e mi trovai nella posizione migliore.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Ora il mio frutto aveva due gambe che guidavano lo sguardo verso il centro, dove spiccava un bianco petalo di cotone, una mutandina che poco copriva e molto lasciava indovinare. Mia cugina era più in alto, di lei vedevo solo quel frutto succoso e invitante. Lo osservavo rapito, come ogni volta, da dodici anni, da quando il nostro gioco era cominciato. ... Mi sembrò opportuno intervenire. - Vuoi dirmi che arrivi vergine al matrimonio, che lui non ti ancora.. - scopata? chiavata? fottuta? eh, no mio caro. L'ha solo vista, un paio di volte toccata ma niente di più. - ma come hai fatto a... - pompini, caro, sei tu che mi hai insegnato ricordi? Ricordavo. Un pomeriggio d'agosto con un caldo opprimente e Clara, mia cugina, in costume da bagno vicino alla piscina. Lei mi chiese di guardarlo, io lasciai fare. Mi abbassò il costume e mi venne già duro. Per guardarlo meglio si mise in ginocchio, e a me venne l'impulso di avvicinarle la testa; mi guardò incuriosita. Allora le dissi di tirare fuori la lingua e leccarlo come un gelato. Lo fece. Piano piano la guidai , ma fui lei che intuì il seguito. Aprì la bocca, semplicemte, e lo prese tutto, fino in fondo. Con dolcezza la guidai ancora con le mani sulle tempie nei suoi movimenti, ma lei leccava e succhiava come se non avesse mai fatto altro nella vita. Quando stavo per venire cercai di sottrarmi,lo tirai fuori, ma al primo schizzo sulle labbra, lei tirò fuori la lingua e aprì la bocca per raccogliere il getto di sperma che mi usciva copioso e potente. Ingoiò tutto. Eh si, ricordavo. E mentre ricordavo Clara si toglieva le mutandine e le lasciava cadere. Le afferrai al volo e restai a guardarla col naso per aria. Rideva. -Allora, mi scopi o no? Se si ti faccio provare anche dietro, ma con cautela. La guardai stranito. -Dietro forse mi verrebbe meglio, ho ancora il tabù dell'accoppiamento ...
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