1. La cugina e la zia


    Data: 10/10/2018, Categorie: Incesti, Autore: IlBaroneRosso, Fonte: Annunci69

    La cugina e la zia La telefonata gli arrivò un pomeriggio, sul tardi. Stava ripassando le esercitazioni di Meccanica Razionale, ma quando riconobbe la voce della zia lasciò perdere libro e quaderno, la sua risposta fu affettuosa e calorosa. - Ciao zia Maria, dimmi pure. - Ho bisogno di un favore, Ciccio. Come si faceva a dire di no a zia Maria? Qualsiasi cosa avesse bisogno. Poco più di cinquant’anni, ma bella, sempre bella, come un sogno. Una volta, al mare, qualche anno prima, l’aveva vista mentre si cambiava il costume dietro alla salvietta: un culo che sembrava dipinto, magro, affusolato, leggero, con due chiappine staccate dalle cosce dalla classica piegolina orizzontale. Carnose, pizzicose, da baciare, da leccare, da mordicchiare. Due gambe lunghe, belle. Se lo ricordava ancora, quel culo lì. Perfetto. Da quella volta i suoi sogni sulla zia avevano preso un risvolto erotico, e il soggetto era sempre quello, il culo di zia Maria. Come diceva Tognazzi in un film, l’Anatra all’arancia, a proposito della Barbara Bouchet, di culi così, se sei fortunato, ne vedi tre o quattro in tutta la vita. Se sei fortunato: tanti nascono e muoiono senz’averlo mai visto un culo a quel modo. - Dimmi, zia. - Non è per me, è per Claudia. Claudia, sua cugina, di neanche quattordici anni, aveva mal di pancia. - Il medico dice che deve fare un clistere, anzi almeno un paio di clisteri alla settimana, finché non si regolarizza l’intestino. So che tu hai tutta l’attrezzatura e sei capace, me l’ha ... detto tua mamma. - Se vuoi te lo presto, così puoi farglielo tu.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Ti fai spiegare tutto da mia mamma. - No, Ciccio, tua mamma è al mare, questa cosa va fatta prima possibile. So che stai studiando, se veniamo da te più tardi, per esempio verso le nove, nove e mezzo, puoi farglielo tu? Arrivarono alle nove in punto, Claudia si vergognava e aveva paura. - Ma dai, non ti preoccupare, stai tranquilla, è una cosa di qualche minuto, non ti faccio male, un attimo e poi vedrai che dovrai scappare in bagno. Anche Claudia aveva un bel culino, più magro di quello di zia Maria, ma alto, bello sodo, con le chiappette sostenute e le cosce magre e lunghe. La fece mettere a ginocchioni, senza le mutande, sul letto di camera sua, e cominciò a lisciarle le chiappe: - Rilassati Claudia, stai calma, vedrai che non ti farò male, ti metto una cremina lubrificante che ti fa scivolare la cannula del clistere senza nemmeno che te ne accorgi, non sentirai male, assolutamente. A dire il vero, la cannula era grossa e la prima volta che sua mamma gliel’aveva infilato aveva sentito male. Ma se la faceva calmare, se l’accarezzava, se le dava qualche piccolo schiaffo, per rilassarla, qualche bacino sulle chiappe, uno anche nel buchino, infilando dentro la lingua insalivata; poi un dito ricoperto di crema lubrificante, se faceva tutta la preparazione per bene, lo sapeva già, il buco si apriva ...
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