1. 143 - Arianna al Grand Hotel sverginata da suo padre


    Data: 10/10/2018, Categorie: Etero, Incesti, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Per Guido, fu una notte alquanto strana, non era innanzitutto abituato a dormire in un letto che non fosse il suo e poi la situazione che si stava delineando con sua figlia Arianna, non era di certo di facile soluzione. Durante la notte, con l’aria condizionata al massimo, si era accorto d’avere freddo e si era alzato modificando il timer portando la temperatura attorno ai ventiquattro gradi. Verso le sette, lui, si svegliò, guardò sua figlia al suo fianco, la vide nuda, completamente scoperta, a pancia in giù, abbracciata teneramente al cuscino. Quelle meravigliose natiche, così invitanti, per lui, che era un cultore del sedere femminile, furono come una ventata di energia che naturalmente si concentrò subito all’interno dei corpi cavernosi del suo possente cazzo. Pensò che entro un paio di giorni, quella dolce ed estenuante tortura avrebbe avuto fine. Si alzò dal letto nel massimo silenzio e si infilò in bagno, chiudendosi dentro a chiave. Si apprestò alla tazza, quindi forzò il fusto del pene verso il basso e piegando il tronco un po’ in avanti, liberò il torrenziale getto d’urina dentro al water. Se lo scosse per bene e poi lo lasciò libero, il grosso obice puntò dritto verso il lavandino appoggiandosi sul bordo. Si guardò a lungo il viso accarezzando l’ispida pelle e dopo essersi spalmato la schiuma da barba, iniziò a radersi con meticolosa cura. Pelo e contropelo, fin quando, lisciando con la mano destra le guance, si rese conto di aver fatto un buon lavoro. Aprì ... l’acqua della doccia e chiuse ermeticamente il vetro scorrevole del box, quindi si mise ad armeggiare sulle varie manopole e si trovò così investito da tutte le parti da potenti e massaggianti getti d’acqua. Era in pratica una doccia idromassaggio e lui se la godette per buoni quindici minuti, quindi usando il bagnoschiuma messo a disposizione dall’hotel, si deterse passando la morbida spugna naturale su tutto il corpo. Quando uscì dalla cabina doccia, gli sembrò che il sangue nel suo corpo viaggiasse al doppio della solita velocità, irrorandogli anche i punti più remoti e periferici. Indossò l’accappatoio e si asciugò, quindi se lo sfilò d’addosso e lo agganciò all’appendino, poi, senza remora alcuna aprì la porta e nudo come un verme entrò in camera da letto. Proveniente dal soffitto, una ventata d’aria fresca lo colpì e lo fece rabbrividire, lei, l’angelo ricattatore, era ancora nella stessa posizione precedente. Per Guido questa condizione era assolutamente insostenibile. Non poteva vivere a così stretto contatto con Arianna, sempre nuda, sempre esposta, sempre maledettamente attraente e provocante! Mentre pensava a queste cose la grossa protuberanza che lui aveva lì davanti si animò e si sollevò nuovamente.Guido distolse lo sguardo da quell'incantevole panorama, aprì l’armadio e scelse una camicia bianca pulita, un paio di mutande di Enrico Coveri, dei calzini a righe orizzontali beige e marroncino scuro, un vestito color cammello e una cravatta in tinta con il vestito. Si ...
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