1. Un caffè bollente


    Data: 10/10/2018, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Io e Lip vivevamo insieme. L’avevo scelto come coinquilino perché ero stanca di persone che non si facevano i cazzi loro e pretendevano che mi facessi carico delle loro difficoltà. Ero stufa delle cose che la gente si aspetta. Quindi scelsi lui. Semplice, crudo e diretto.Già dalle prime settimane notai che non gli dispiacevo. Più lui mi rivolgeva quello sguardo dato dal sangue che non scorre al cervello, piú mi abituavo all’idea di sconfiggere la noia, lasciarmi andare a qualcosa di crudo e sincero come il desiderio carnale. La mia formazione ha creato in me molti complessi e molte perversioni che non sapevo coniugare. Il cattolicesimo ortodosso sa scavare nelle menti. Una volta abbandonato rimangono le inibizioni. Ma lui. Lui era talmente sensuale e intraprendente da abbattere ogni remore razionale. Il suo sguardo che trasudava sesso e desiderio mi faceva bagnare e dimenticare ogni paura.Quella sera ero pronta per andare a ballare. Jeans neri attillati, che esaltavano il mio culo pieno, abbinati a un body con inserti trasparenti che decisi di indossare con soli copri capezzoli. Tanto la mia terza stava su da sola. Truccata, vestita e profumata entrai in cucina per farmi un caffè. Lui stava cenando. Subito il suo sguardo cambiò. Mi fece una radiografia. Dallo stivale con il tacco fino alle ciglia esaltate dal mascara. Passando per i pantaloni attillati e l’incavo del seno. Io feci finta di niente mentre preparavo la moka, ma sicuramente il mio sguardo tradiva la mia ... voglia. Lip mi chiese della mia serata. E mi disse che avrei dovuto fare attenzione, in discoteca non bisogna fidarsi di nessuno. Gli risposi che sono meno ingenua di quel che sembro. Mi rispose che lo sapeva e che però l’alcool può offuscare chiunque. Intanto avevo messo su la moka e la conversazione si faceva più lenta, c’erano pause tra le mie risposte e quelle di Lip. Non tutto il sangue arrivava al suo cervello. Dopo un lungo silenzio sentii la sedia spostarsi e in una frazione di secondo mi abbracciò da dietro. Io non opposi resistenza, dissi solo un “Lip “ che tradiva tutta la mia e eccitazione. Lui mi stringeva i seni e premeva la sua erezione contro il mio culo. Il mio respiro si fece più rumoroso e le sue mani più audaci. Si insinuarono dentro i pantaloni fino al clitoride. Iniziò a massaggiarlo sopra al body. Io ormai ero andata. La razionalità era dimenticata. Premevo il mio culo sul suo pacco duro mentre lui mi leccava e bacia prima il collo e poi le orecchie. Iniziò a slacciarmi i jeans, me li tolse nonostante gli stivali con il tacco. Poi mi girò, spense la moka, si appoggiò al piano di lavoro della cucina emi strinse a sé saggia do il mio culo. Era il momento di tirarsi indietro, o andare fino in fondo guidata dall’esperto desiderio di Lip. Mi fermai e lo guardai con una punta di rimprovero, lui sorrise beffardo. Allora gli slacciai i jeans e iniziai ad toccarlo da sopra i boxer, il suo sguardo diceva tutto. Aveva quell’espressione quasi persa di chi vuole solo ...
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