1. A regola d'arte


    Data: 10/10/2018, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    telefono e riferì alla donna secca e sciupata della segreteria, che avrebbe potuto recapitare determinate pratiche dall’ufficio ai piani superiori, che sarebbe dovuta recarsi in banca lasciandoci opportunamente in tal modo da soli per discutere e per trattare nella maniera migliore, negoziando attentamente in ultimo su come poter procedere. Lui andò verso la porta, diede due giri di chiave alla serratura e rivolgendosi a me con la voce amorevole e soave, visibilmente elettrizzata mi disse:“Molto bene signorina Alessia, adesso veniamo ai fatti. Al momento abbiamo oltre due ore di tempo interamente per noi. Che cosa ne dice di cominciare e d’approfittare così di quest’irripetibile occasione, dal momento che è senza timore uno speciale tornaconto senza eguali?”.In quell’esatto momento, invero, sarà stata la sua inattesa e sorprendente impazienza, quanto il suo energico e risoluto modo d’agire e di fare, però io placidamente acconsentii e mentre mi sfilavo la sottana rimanendo solamente con la blusa lui si rivolse nella mia direzione facendo altrettanto. Quando io lo vidi disadorno e scoperto non credetti per quello che scrutavo: non soltanto era a meraviglia ben costituito, bensì era dotato d’un suggestivo quanto conformato cazzo, la lanugine dell’inguine era in ordine, a quel punto io non potei che cominciare a lisciarlo inaugurandolo con entrambe le mani sentendolo manifestamente indurirsi sempre di più. Lui ansimando mi lasciò bonariamente fare, ben visibile e innegabile ... d’altronde che io gli avrei fornito un inedito benessere, procurandogli un elevato piacere, quel godimento dunque che accende e che infiamma per l’appunto due corpi perfettamente in sintonia tra di loro, così mentre stavo mordicchiando e succhiando quel suo prezioso quanto saporito cazzo, mi lasciai totalmente sagomare e quando lui volle affondarmi il focoso cazzo da dietro, io lo lasciai placidamente fare fino alla totale immoralità e alla complessiva perdizione dei sensi.Quando alla fine, estemporaneo e inatteso giunse l’acme del piacere, dal momento che erano trascorsi oltre tre quarti d’ora di costanti vicissitudini, mai come prima io mi sentii ardentemente ammaliata, inebriata e rapita da quell’evento, giacché nel frattempo era alquanto bizzarro e insolito vedere lui completamente sfinito e serenamente appagato lì accanto, dopo avermi totalmente sborrato addosso tutta la sua appassionata e focosa liquida energia imbrattandomi in abbondanza il seno, vederlo infine stravaccato su quella poltrona di cuoio con le gambe spalancate affrancato da quel lussurioso benessere.In un baleno tutto ricomparve assettato e sistemato come prima, noi due ci ricomponemmo di nuovo alla scrivania puliti e rinfrescati, con un sorriso adatto e calzante di convenienza e di tornaconto per l’avventurosa e fausta occasione, sennonché in conclusione bussarono alla porta. La segretaria con un tempismo eccezionale rientrò con un’aria affannata e collocò boccheggiante varie cartelle sulla scrivania ...