1. Comunque io sono Gloria


    Data: 11/10/2018, Categorie: Saffico, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Avevo deciso che questo 2014 sarebbe stato all’insegna del “rimettermi in forma”. Dopo un lungo periodo di inattività fisica, mi ero resa conto di essermi lasciata troppo andare, che avevo un bisogno estremo di cambiare e di tornare nei ranghi. Per questo motivo, insieme ad una dieta molto rigida, ho deciso di iscrivermi in palestra per tonificare il corpo a seguito della mia perdita di peso. La palestra, per me, non è il massimo della vita: detesto gli ambienti troppo affollati, dove c’è un rumore molto alto e zero spazio vitale. Per questo ho deciso di iscrivermi in una palestra piccola e poco frequentata: non volevo nessun tipo di distrazione, ma solamente la possibilità di allenarmi in santa pace, senza nessuno che mi facesse pressioni sulle macchine da utilizzare o sul tempo impiegato per la corsa.Solitamente, vado in palestra dopo il lavoro, ad orari decisamente variabili: ecco perché tutte le facce che vedo mi sembrano sempre nuove. Per me è un vantaggio: zero confidenza, zero distrazioni.Quel giorno, quando entrai, vidi però che c’era qualche cosa di diverso dal solito: quella ragazza bionda era la quarta o quinta volta che la incontravo e avevo la netta impressione che il suo sguardo fosse un po’ troppo insistente su di me e sul mio corpo. Avevo domandato agli istruttori se anche lei fosse una docente, magari di uno di quei corsi che reputo inutili, ma mi avevano detto di no, che era una ragazza solitaria che amava allenarsi da sola, un po’ come me.Lasciai che la ... mia mente sedimentasse quella informazione, ma poi la lasciai andare: in fondo non mi interessava molto! Eppure… Per tutto il tempo dell’allenamento, ebbi la netta sensazione di essere osservata in ogni minima mossa. Sentivo i suoi occhi sulla mia schiena, sul mio viso, sulle mie mani. Mi sembrava che ogni mia mossa fosse messa al microscopio e che nessun dettaglio sfuggisse alla biondina sconosciuta. Era una sensazione, perché ogni volta che mi giravo, in realtà, il suo sguardo era altrove. “Forse avrò delle manie di persecuzione”, pensavo fra me e me mentre continuavo a faticare sul tapis roulant. E così il mio allenamento proseguì senza grosse emozioni, seppure con la costante sensazione di essere sotto esame.Ero riuscita a correre per oltre trenta minuti e a fare delle serie di addominali alti e bassi che mi avevano particolarmente soddisfatta. Dopo essermi concentrata anche su una serie di pesi per le braccia, avevo deciso che per quel giorno avevo faticato abbastanza e che mi meritavo una doccia come si deve. Entrai nello spogliatoio delle donne e mi resi conto che non c’era più nessuno. Mi sentii sollevata all’idea di avere la doccia tutta per me, e così iniziai a spogliarmi con calma, lasciando i vestiti bagnati di sudore accanto alla mia borsa. Un’occhiata veloce allo specchio mi rimandò un’immagine che quasi stentai a riconoscere: il mio corpo si stava lentamente rimettendo in forma, acquistando tonicità e mettendo su muscoli in punti dimenticati. Mi lasciai sfuggire ...
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